Sistema cardiocircolatorio e sistema nervoso periferico
La riproduzione fotografica ravvicinata dell'opera di Giuseppe Astorri permette di indagarne minuziosamente ed analiticamente le fasi tecnico-realizzative. Il preparato è costruito a partire dall'osso naturale, del quale sono evidenziati i fori, le connessure, le porosità, elemento caratterizzante la pratica della scuola bolognese, a differenza di quella fiorentina che usava modellare in cera anche le parti ossee.

Aderiscono all'osso le masse muscolari, percorse dai solchi che ripartiscono le diverse fibre, realizzate con un preliminare stampo sull'organo isolato, prelevato dal cadavere, rifinito e scolpito poi minuziosamente con bisturi o bulino. Ma ciò che maggiormente colpisce in questo modello anatomico è la stupefacente concretizzazione del sistema circolatorio sanguigno e del sistema nervoso, mediante l'utilizzazione di un veicolo fragile, quale è la cera. Per fare ciò, fili di seta e cotone di diversa grossezza, imbevuti di cera, venivano posati sul preparato, creando così una realistica irradiazione e diramazione dei diversi vasi e nervi. A questa tecnica, messa in atto inizialmente dal fiorentino Clemente Susini, si uniformarono in seguito i ceroplasti bolognesi, nel tentativo di emulare la notorietà che la scuola toscana andava sempre più assumendo, per la precisione anatomico-scientifica dei suoi preparati.
La brillantezza e la lucidità del colore, che permettono di evidenziare i particolari anatomici, sono probabilmente dovute all'introduzione di una tecnica anch'essa mutuata dalla scuola fiorentina, ovvero di colorare la cera naturale con vari pigmenti al termine del lavoro di modellazione, laddove quella bolognese pigmentava invece direttamente la cera durante la fase di fusione. Il modello finito presenta anche una leggera mano di vernice a base di coppale, di origine naturale.