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Ist. di Anatomia Umana Normale



Informazioni




Notizie utili il Museo la Collezione







NOTIZIE UTILI

  • Responsabile del Museo:
    Prof. Alessandro Ruggeri
    (Tel. 051-242217, Fax 051-351659)

  • Orari di apertura:
    dal Lunedì al Giovedì, 9-13 e 15-16
    il Venerdì, 9-13
    Sabato e Domenica, chiuso

  • Come prenotare una visita:
    Contattare telefonicamente il personale addetto
    Tel. 051-244467, Fax 051-351659
  • Dove si trova:
    presso l' Istituto di Anatomia Umana Normale,
    via Irnerio 48, 40126 - Bologna.
  • Come si raggiunge:
    In auto: dall'uscita 7 della Tangenziale (Fiera - Via Stalingrado), seguire le indicazioni per "Centro" o "Piazza VIII Agosto" fino a Porta Mascarella; da lì, girare a sinistra lungo viale Berti Pichat fino a Porta San Donato (il secondo semaforo); immediatamente dopo la porta, svoltare a destra lungo Via Irnerio e parcheggiare non appena possibile.
    In autobus: dalla Stazione Ferroviaria con i numeri 32, 36 e 37 (fermata Porta San Donato).
Sito WEB a cura di:
supervisione: Alessandro Ruggeri, Mario Raspanti
contributo storico: Anna Maria Bertoli Barsotti
realizzazione pagine: Marco Muzzati






IL MUSEO


Corridoio delle Statue Nel Museo delle Cere Anatomiche sono esposte 260 opere realizzate, nell'arco di due secoli, dai maggiori ceroplasti italiani tra cui Ercole Lelli, Anna Morandi Manzolini, Clemente Susini e Giuseppe Astorri. Queste preparazioni sono solo una minima parte di quelle prodotte dal fecondissimo Gabinetto Anatomico bolognese che a metà dell'Ottocento constava di oltre 1200 pezzi.
Le cere anatomiche sono modelli raffiguranti parti del corpo umano creati per agevolare lo studio medico anatomico. Esse sono nate come strumenti didattici a supporto dei materiali tradizionali quali le preparazioni tratte da cadavere, sicuramente utili ma facilmente deperibili, e le tavole disegnate, rispetto alle quali le cere vantano la prerogativa di poter mostrare il soggetto nelle tre dimensioni e da tutti i punti di vista. Tali modelli, o preparati, sono realizzati in cera d'api pigmentata, supportata in alcuni casi da ossa naturali o da intelaiature metalliche. Con questa tecnica sono state modellate opere riguardanti la miologia, l'osteologia, la splancnologia, ecc. che conservano ancora oggi un alto valore scientifico accresciuto da un estremo interesse storico che rende unico il nostro Museo.




LA COLLEZIONE


Il nucleo di cere più antiche è costituito dalla collezione di Ercole Lelli che è dedicata quasi esclusivamente alla rappresentazione dell'apparato muscolo scheletrico. La collezione è composta da due preparazioni di reni umani (cat. nn. 1-2), otto statue a grandezza naturale (cat. nn. 3-10), trenta tavole miologiche (cat. nn. 11-40) ed una osteologica (cat. n. 41). Le preparazioni dei reni umani, una rappresentante lo stato naturale e l'altra un raro caso di malformazione congenita, furono elaborate da Ercole Lelli per l'Istituto delle Scienze nel 1731. La serie di preparati miologici e osteologici fu commissionata all'artista da Benedetto XIV nel 1742 e impegnò il Lelli sino al 1751. Le preparazioni sono puntualmente citata nell'inventario della Camera Anatomica redatto alla morte del ceroplasta nel 1766 da cui risulta che facevano parte della collezione anche una ventina di tavole osteologiche (di cui l'unica rimasta è la n. 41) e uno scheletro di feto.
La collezione di Anna Morandi Manzolini è costituita da 61 opere: 59 preparazioni anatomiche e due mezzi busti raffiguranti il suo autoritratto (cat. n. 101) ed il ritratto di suo marito Giovanni Manzolini (cat. n. 102). La ceroplasta, che inizialmente lavorò in stretta collaborazione col marito, si dedicò soprattutto allo studio del funzionamento dell'apparato urogenitale, del sistema respiratorio, di quello circolatorio e locomotore e di quelli che erano allora chiamati «i cinque sentimenti». Tra le numerose tavole della Camera delle Operazioni della Manzolini, allestita al Museo sin dal 1774, sono oggi conservati alcuni preparati inerenti l'occhio (nn. 51-57 e 96-97), l'orecchio (nn. 80 e 98-100), il naso (nn. 58, 61, 70), la lingua, laringe e faringe (nn. 59-60, 62-69, 71-72, 91-92), la mano (nn. 73-75), il braccio che viene progressivamente spogliato dai tegumenti (nn. 50, 81-88), la gamba e il piede (nn. 89-90), il cuore e polmoni (nn. 44-48, 76-78 e 93), il rene (nn. 49 e 79), i genitali femminili e il feto (nn.42-43 e 94-95). L'intera raccolta è stata realizzata in cera d'api pigmentata, supportata in alcuni casi da ossa naturali e nella maggior parte da fili di ferro e canapa, come rivela la preparazione dell'avambraccio (cat. n. 82), molto danneggiata e volontariamente non restaurata per mostrare la tecnica ed il materiale utilizzato per l'esecuzione di queste singolari opere.
La collezione di Clemente Susini è composta da 23 opere pervenute al Museo bolognese in due diversi momenti: la Statua di donna giacente, cosiddetta Venerina (cat. n. 106), ed altri quattro preparati arrivarono a Bologna da Firenze assieme alla strumentazione scientifica di Lord Cowper nel 1789, mentre le altre preparazioni furono acquistate dal 1810 al 1815. Delle numerosissime opere realizzate dal famoso ceroplasta fiorentino, che seppe trasformare la pratica artigianale in una efficiente produzione seriale introducendo l'uso di stampi, sono conservate al Museo alcune tavole dedicate alla rappresentazione del sistema circolatorio e linfatico (nn. 111-113, 115-125), dell'apparato dell'udito e dell'equilibrio (nn. 105 e 114), degli organi del gusto e dell'olfatto (nn. 104, 108-109), della vista (nn. 107 e 110) e dell'apparato genitale (n.103).
La collezione di Giuseppe Astorri consta di 50 opere. Il modellatore, che lavorò dal 1816 su commissione in équipe con i vari direttori dei Gabinetti universitari, realizzò centinaia di preparati dedicati a ogni settore dell'anatomia. Sono oggi conservati al Museo alcune sue opere riguardanti le articolazioni ed i legamenti (nn. 126-160), l'apparato genitale (nn. 161-164, 169-173), i muscoli e gli organi della regione addominale (nn. 167-168, 172), il sistema circolatorio ed il sistema nervoso periferico (nn. 165-166, 174).
Infine, la collezione di autori vari raccoglie i rimanenti preparati realizzati per lo più da modellatori che operarono in epoca successiva all'Astorri. Tra essi merita di essere menzionata la serie gigante di opere dedicate al cervello e all'occhio dal modellatore Cesare Bettini (nn. 176-190).





Elenco completo delle opere